Una volta che un’idea viene tradotta in un file (una foto, un video, le tue stesse parole, ecc.) al computer, i dati prodotti in codice binario - il linguaggio dei calcolatori è, infatti, formato da lunghe stringhe di 0 e 1 - vengono opportunamente preparati alla trasmissione da una serie di protocolli, detti di Rete, integrati nel Sistema Operativo.
Tra questi il primo a distinguersi è il TCP (Transmission Control Protocol). Immagina il nostro protocollo come una sorta di Elfo di Babbo Natale: un CyberElfo che lavora alla velocità della luce per preparare ed infiocchettare tutti i dati che vogliamo trasmettere in pacchetti e renderli disponibili nella sequenza più comoda per la spedizione aprendo, inoltre, delle “porte”, ovvero dei canali dedicati, tra le applicazioni dei due computer in dialogo. Ecco, il TCP fa esattamente questo - oltre a controllare che ogni pacchetto arrivi a destinazione con certezza e che i tempi di consegna siano accettabili e restino nell’ordine dei millisecondi. Un gran lavoratore, insomma!

TCP non opera da solo, il principale tra i suoi aiutanti è IP (Internet Protocol). Quest’altro velocissimo CyberElfo si occupa anzitutto di appiccicare un indirizzo di destinazione ai pacchetti in partenza e contattare un DNS (Domain Name Service) per far ottenere al tuo computer un indirizzo, così da fornire ai suoi interlocutori un modo per essere rintracciato ed avere eventuali risposte.
Ora che hai tutto ciò che serve per entrare nel mare del web, ti sarà necessario usufruire dei servizi di un ISP, o Internet Service Provider, che ti permetta l’accesso alla rete. Il nostro preferito è Wolnet ed è grazie alla sua rete di nodi BTS e fibra che il file verrà instradato nell’oceano che è Internet.

Anzitutto, il CyberElfo IP predisporrà il sistema alla comunicazione mentre il suo collega TCP appronterà i pacchetti di dati e aprirà le porte delle applicazioni necessarie per avere una comunicazione precisa e dedicata dei dati tra il tuo computer e il ricevente. Fatto questo, la palla balza al router che si occupa di instradare i pacchetti dal tuo hard disk all’antenna posta sul tetto della tua abitazione.
I dati allora verranno trasmessi attraverso l’aria, se la connessione è in tecnologia radio, sotto forma di onde a radiofrequenza dell’ordine dei 5GHz (in caso di una collegamento via cavo, invece, ci sarà un iniziale trasporto attraverso il classico filo in rame che andrà ad interlacciarsi con la rete in fibra ottica nel punto più vicino alla tua abitazione). 
L’antenna di casa, dunque, in dialogo con una BTS (Base Transceiver Station o Stazione Radio Base) Wolnet, le invia i pacchetti di dati. Arrivati a questa prima destinazione, i pacchetti verranno fatti rimbalzare alla prossima BTS presente sulla dorsale e così via, fino a raggiungere il server di Verona, dove convergono tutti i nodi della rete Wolnet e da dove i dati degli utenti devono necessariamente passare per essere trasportati al nodo di interscambio maggiore in Italia, il M.I.X. (Milan Internet eXchange), che si trova fisicamente a Milano in zona Caldera. Questo è il più importante Internet Datacenter - o Internet Exchange Point (Ixp) - del nostro Paese ed è il luogo attraverso cui i dati risalgono dai livelli più bassi di trasmissione nazionale a quelli più alti e ampi della rete mondiale. È solo attraverso questo punto di interscambio, in pratica, che dei dati creati in Italia hanno la possibilità di essere diffusi anche all’estero viaggiando su dorsali via via più grandi, fino ad essere ripescati e richiamati da nodi man mano sempre più piccoli che li porteranno a venire visualizzati sullo schermo del ricevente. Questi, dotato di un computer integrato coi protocolli di rete, sfrutterà il lavoro di TCP ed IP per “smistare” i pacchetti e consegnarli alle applicazioni locali in attesa che, infine, li renderanno fruibili alla persona che ne ha fatto richiesta.
 

 

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